Sì, i due golfi si vedono — ma non dalla piazza. Si vedono camminando, nella Pineta delle Tore, sul sentiero che arriva da Colli di Fontanelle.
Sant’Agata è un paese di collina a trecentonovanta metri sul mare, sulla sella che divide il golfo di Napoli da quello di Salerno. Raccolto, con la piazza e la chiesa: la vista è coperta dalle case. È lo snodo per Nerano, Termini e Massa Lubrense — e un’ottima base per muoversi in autobus.
Due ragioni per fermarsi, invece di attraversare: una cena che è un pezzo di storia della cucina italiana, e una camminata in cui il nome del paese finalmente si capisce.
In Corso Sant’Agata, dove è nato. Una stella Michelin nella guida 2026, cucina creativa del Sud con la famiglia Iaccarino in cucina e in sala. È il motivo per cui molti salgono a Sant’Agata apposta, la sera.
Da Colli di Fontanelle a Sant’Agata: 4,2 km, +180 / −132 m, segnavia rossi. Attraversa la Pineta delle Tore, con il golfo di Salerno e Li Galli da un lato e il golfo di Napoli con il Vesuvio dall’altro. Alcune zone della pineta sono interdette: seguite i cartelli.
Perché Sant’Agata è il crocevia. Chi va a Nerano ci passa. Chi va a Termini e a Punta Campanella ci passa. Chi scende a Massa Lubrense ci passa. È il paese che si attraversa in macchina guardando l’orologio.
Chi si ferma trova un centro tranquillo, la chiesa di Santa Maria delle Grazie — con un altare seicentesco in marmi policromi, madreperla e pietre dure, proveniente dai Padri Girolamini di Napoli e acquistato nel 1845 dal parroco G.B. Casola (l’autore resta incerto: attribuito a Dionisio Lazzari, ma alcune fonti indicano Arcangelo Guglielmelli e Antonio Fontana) — e una tradizione gastronomica sorprendente per un posto così piccolo: Don Alfonso 1890 è nato qui, in Corso Sant’Agata, ed è ancora qui: una stella Michelin nella guida 2026, con la famiglia Iaccarino in cucina e in sala. È il motivo per cui molti salgono a Sant’Agata apposta, la sera.
Se non avete l’auto e volete muovervi tra i sentieri e le spiagge, Sant’Agata è il punto giusto da cui partire.
Da Sorrento venti minuti via Nastro Azzurro. Da Nerano venti minuti in salita. Sant’Agata è il crocevia: chi va a Nerano, a Termini o a Massa Lubrense ci passa.
Le corse SITA da Sorrento verso Sant’Agata sono la spina dorsale dei trasporti della penisola meridionale. Da qui partono i collegamenti per Termini, Nerano e Marina del Cantone.
Non dalla piazza: le case coprono la vista. Si vedono camminando. Il sentiero che arriva da Colli di Fontanelle passa nella Pineta delle Tore, con il golfo di Salerno e Li Galli da un lato e il golfo di Napoli con il Vesuvio dall’altro.
Circa venti minuti in auto.
Se cercate monumenti, no. Se volete una base tranquilla per muovervi in autobus, una camminata tra i due golfi o una cena da Don Alfonso 1890, sì.
Il nome che conta è Don Alfonso 1890, in Corso Sant’Agata: una stella Michelin nella guida 2026, con la famiglia Iaccarino in cucina e in sala.
No. È in penisola sorrentina, comune di Massa Lubrense.
Venti minuti in auto in discesa, oppure con il bus SITA.
Le corse SITA cambiano con la stagione; i tempi in auto sono approssimativi. La quota del paese è di 390 m s.l.m. (Wikipedia). Prima di partire, verificate alla fonte.